Runaway Milano
45°49’02” 9°18’61”
Anello Introbio-Biandino

Anello Introbio-Biandino

Miniguida trail di Attenti al LuPo: 22km 1380mt D+

Da un po’ di tempo avevamo in mente di creare una mini guida sui percorsi trail da fare in Lombardia e nel nord Italia, adatte a tutti gli amanti della camminata e della corsa in natura. Pensiamo che queste guide possano essere utili per chi vuole iniziare a cimentarsi con distanze finora mai affrontate. Il nostro obiettivo è quello di farvi conoscere meglio la montagna e darvi qualche piccolo suggerimento su come affrontare i sentieri, sia dal punto di vista tecnico (chilometri, dislivello e difficoltà) che da quello sull’abbigliamento ottimale da indossare durante questi allenamenti.

Abbiamo scelto il nome Attenti al LuPo, perchè è il nickname di Luca, il più esperto della nostra crew nel cercare percorsi nuovi, preparare le tracce e soprattutto ricordarsi a memoria tutti i sentieri fatti nel corso di questi anni passati a correre trail. Ma non solo, Attenti al LuPo anche perchè in montagna l’attenzione deve essere sempre massima, i rischi ci sono anche sui sentieri più facili. Se alla montagna portiamo rispetto, anche lei si comporterà di conseguenza.

ANELLO INTROBIO-BIANDINO 22km 1350mt D+ 

A poco più di 70km da Milano, in Valsassina, si raggiunge Introbio (Lecco) e da lì si prende subito la strada per la Val Biandino, le indicazioni sono presenti. A chi possiede un fuoristrada consigliamo di posteggiare nella seconda area di sosta disponibile, evitando così di percorrere i primi 2km tra strada asfaltata e sentiero tenuto male. 

Dal parcheggio si ripercorre a ritroso la strada fatta per circa 300mt e arrivati ad un tornante si prosegue verso sinistra seguendo le indicazioni per il rifugio Buzzoni. All’inizio il percorso è facile, pianeggiante a tratti o leggermente in salita, sempre molto corribile, l’ideale per scaldare le gambe. Partire subito con una salita ripida non è mai bello. Il rifugio Buzzoni è a circa 6km dalla partenza e si raggiunge facilmente, le indicazioni e i cartelli sono numerosi. Poco prima del rifugio si attraversa una stupenda foresta di faggi, sempre fresca anche nelle ore più calde della giornata. Il consiglio è di percorrerla verso le 9 del mattino al massimo, quando entrano i raggi di sole tra le piante e l’effetto ottico è quasi mistico.

Superato il primo rifugio si prosegue seguendo le indicazioni per il rifugio Grassi, attraverso un sentiero che si snoda come un serpente fino ad arrivare ad un incrocio: a sinistra si prosegue, salendo, verso il Grassi e a destra si scende verso i Piani di Bobbio, l’ideale per chi volesse fare un percorso più breve e ritornare poi a Introbio.

Salendo a sinistra il sentiero diventa via via sempre più ripido, anche se il dislivello non è molto, circa 200mt, prima di arrivare al passo del Toro (1945mt s.l.m.).

Non siamo molto in alto, ma in questo tratto, anche in piena estate, c’è sempre una leggera brezza, tenete a portata di mano una giacca antivento.
Da lì parte uno dei tratti più belli affrontati finora, uno saliscendi sempre corribile fino al rifugio Grassi, su un terreno sempre molto morbido e soleggiato.

Arrivati al Grassi si può decidere se scendere a Introbio direttamente senza passare per la Val Biandino o proseguire verso il Pizzo dei Tre Signori scendendo al Lago di Sasso. Noi abbiamo optato per questa seconda scelta. Subito dopo il rifugio, il sentiero è corribile e il saliscendi riprende, piacevole come il precedente. Dopo circa 1km si scende verso la Val Biandino e verso la località Case di Sasso. Questo è l’unico tratto difficile del percorso, soprattutto se fatto quando ancora c’è neve. Noi ne abbiamo trovata a tratti e c’è solo da stare un po’ attenti, non c’è niente di esposto o particolarmente rischioso. Anzi, nei tratti mediamente difficili sono sempre presenti delle catene per favorire il passaggio.

Arrivati poco sopra al vecchio gruppo di case, è quasi d’obbligo deviare per il Lago di Sasso, distante solo 10 minuti di camminata, 5 di corsa. Noi ci siamo anche buttati nel lago nonostante la temperatura quasi proibitiva, ma in luglio e agosto vi consigliamo vivamente un bel tuffo.

Tornati alle vecchie case di sasso inizia la discesa vero Introbio che passa in mezzo alla Val Biandino. Il sentiero è molto largo e molto piacevole da correre; porta prima al Santuario Madonna della Neve e successivamente ad un gruppo di rifugi dove potersi finalmente fermare, mangiare e sdraiarsi su un prato. Sono presenti due rifugi, il Biandino e il Tavecchia, perfettamente organizzati per la distribuzione dei pasti nella massima sicurezza richiesta di questi tempi. Da lì, con la pancia piena, e con la maglietta asciutta, si può scendere a Introbio camminando per la strada (sono circa 6,5km) o correndo attraverso un sentiero nel bosco (5km), dipende dalla stanchezza accumulata.

Arrivati al parcheggio il gps segna 23km con 1380mt di dislivello. Il tempo di percorrenza è vario, dipende dall’allenamento di ognuno. Non è necessario fare tutto l’anello completo, si può tagliare prima il percorso nei punti segnalati. Lungo tutto il giro i cartelli e le indicazioni sono sempre molto chiari.

MATERIALE CONSIGLIATO

– scarpe da trail
– zainetto da trail
– giacca antivento/antipioggia
– barrette e gel
– 1 litro di acqua
– bastoncini
– maglietta di ricambio

LE NOSTRE SCARPE

Per questo tipo di percorso vi consigliamo una scarpa da trail ben ammortizzata e con un grip medio, con tasselli morbidi e non troppo alti (massimo 4mm).

– ADIDAS TERREX TWO ULTRA BOA (suola Continental)
– SCARPA SPIN ULTRA (suola Vibram)
– SALOMON S/LAB ULTRA 2 (suola Contagrip)

Per essere più veloci e leggeri anche in termini di accessori e abbigliamento, passate a trovarci o date un occhio al nostro e-commerce

INFO

– distanza: 22 km
– dislivello in salita: +1380 metri
– difficoltà: intermedia
– periodo consigliato: da aprile a settembre

CREDITS

Testi e foto di Luca Podetti.

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